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мαиυαℓє ∂'ιѕтяυzισиє: ∂ι∂ι ∂σνє, qυαи∂σ, ρєя¢нé...

Her life, her thoughts, her feelings...
June 04

We Can Stop The Time.

*Vorrei* solo fermare il tempo a sabato.
Noi, sabato e nient'altro.
Non voglio solo il nostro   Ricordo
farebbe troppo MaLe,
voglio continuare a vivere...
 
ĿӘ √ιтӘ 
 
SoleCuore rossoSole
 
***1O/O6/O9***
...Because right now you’re the only thing that’s making any sense to me
And I don’t give a damn what they say or what they think, think.
Because you’re the only one who’s on my mind.

I’ll never ever let you leave me
I’ll try to stop time forever
Never wanna hear you say goodbye
May 11

Valori etici di dubbia importanza.

L'etica può essere definita come la ricerca di uno o più criteri che consentano all'individuo di gestire adeguatamente la propria libertà nel rispetto degli altri. Essa pretende, inoltre, una base razionale, quindi non emotiva, non inducibile a slanci solidaristici o amorevoli di tipo irrazionale. In questo senso essa pone una cornice di riferimento, dei canoni a dei confini entro cui la libertà umana si può estendere  ed esprimere. In questa accezione ristretta viene spesso considerata sinonimo di filosofia morale: in quest'ottica essa ha come oggetto i valori morali che determinano il comportamento dell'uomo.
 
Perciò, ogni uomo ha una sua etica personale, una sua serie di valori, limiti, confini entro i quali è libero di muoversi. E se questi confini vengono "accidentalmente" superati, come reagisce l'uomo? Con la depressione, con il consumismo, con un progresso negativo, con una serie di comportamenti, malattie mentali, che portano al continuo degrado di una generazione ormai, come si suol dire, bruciata.
E come reagisce colui che ha rotto i suoi schemi, che ha distrutto la sua etica con cinico opportunismo? Soffre, ovvio. Soffre e non sa come reagire, come rimediare. Non trova il coraggio, molte volte, di chiedere aiuto. 
Ormai il dado è tratto, il gioco è partito, l'errore è stato fatto e verrà ammucchiato assieme a molti altri del passato. Chi s'è visto, s'è visto, e niente ha più importanza.
Ma se colui che erra, che crea e distrugge in soli attimi tuttala sua teoria etica, si fossilizza sul suo errore - sempre che venga considerato tale - allora cosa bisogna fare? Se ognuno si sofferma, pentito, sul suo passato tutto finisce in una continua ripetizione di un comportamento errato, o meglio da me giudicato tale.
 
Ma come si può superare la ribalta dei propri limiti? Come si può pensare di andare oltre al proprio rimorso, pentimento? La carne è debole, ha sentimento e in quanto tale, soffre. Qual'è, dunque la via d'uscita per evitare un degrado della civiltà? Per evitare un ribaltamento dell'etica sentimentale, professionale, propria? Dove, quando, come?
 
E cosa dire di tutti coloro che non sono in grado di prendere spunto da quelli che, a parer mio, possan esser considerati valori etici e morali corretti? Non è discriminazione, contro chi non la pensa come me, ma semplicemente dubbi e domande. Dove sono finiti i valori di un tempo? Il progresso li ha fatti scomparire. Ma, allora, si può parlar di progresso, se questo è considerato il miglioramento delle condizioni di vita per una parte crescente della popolazione?
Sapete che, fin dai tempi della grecia classica ai giorni nostri si sono alternati diversi punti di vista sul progresso che sono oscillati, in generale, tra l'incondizionata fiducia nelle potenzialità delle scienze e dela tecnica - che avrebbero teoricamente dovuto rendere più semplice e serena la vita dell'uomo - e, all'opposto, la visione de progresso come di un deterioramento della comunità a partire da una oriniale età dell'oro?
 
Meglio che m'accinga a studiare, che continuare a farneticare...
 
April 18

Obbligo o verità?

Ed ecco qui, proprio tutto. Adesso basta perché è il momento di reagire. Spero che le mie non siano solo parole e tenterò il tutto, per andare avanti.
Prima di tutto... CRESCERE. Crescere e comprendere le responsabilità delle mi azioni, delle mie cazzate quotidiane. Sarò matura quanto vi, e mi, pare ma alla fine ci casco sempre. Mi voglio Rovinare? Bene, ho trovato la strada giusta. Ma, ditemi, perché devo buttarmi via a 17 anni? Perché? E' così facile, talmente facile, che lo stavo facendo. E non me ne accorgevo. Ma, cazzo, sono i miei 17 anni,
La MIA vita.
Io non ho il diritto di buttarla via così. Avrò avuto bsogno di sbagliare, di cadere nello stesso intoppo più volte, ma adesso ho capito. Avrò avuto bisogno delle grida, della gente preoccupata, delle persone che mi vogliono bene, della forzatura. Ma adesso l'ho capito. Ho paura, tanta. Ho paura di uscire dalla mia *casetta* per conoscere l'esterno. Non si sa mai, che sia più deludente di quanto possa immaginare. Ma perché lasciarsi perdere l'occasione? Ho paura che qualcosa possa cambiare e chepossa tornare a sbagliare. Ma se non provo a fare il passo più importante, come potrei tentare di vivere la mia vita?
Ho chiesto aiuto tante volte e quando mi veniva dato, alla fine, lo rifiutavo. Credo di aver aperto gli occhi, credo di essere pronta  reagire. Credo di essere consapevole di aver sbagliato per troppo tempo. Credo che sia il momento giusto, questo, per prendere in mano la situazione  e non lasciarla scivolare più così. Adesso ammetto di avere ancora bisogno di aiuto... la distrazione è una buona cosa in questi casi. Non pensare mi farebbe bene.
Non riesco a raccontarvi nello specifico gli avvenimenti a cui mi riferisco ma le persone a me più care so che capiranno...
 
Adesso, magari, devo solo sorridere e sforzarmi un po' di più.
Qualcuno mi aiuta? :)
April 09

So&So...

Ma quanto sono rompi-scatole, io? Credo davvero tanto.
Sono, forse, la tipica persona che tenta di rincorrere la felicità inutilmente, eternamente? Ma la FELICITA'... cos'è? Dov'è?
Forse ho già avuto la mia fetta di felicità, in passato.. O forse ce l'ho perpetuamente e non me ne rendo conto, perché cerco qualcosa in più, mentre la mia felicità è già qui: la mia famiglia, i miei amici. Eppure, spesso, sento che manca quacosa a *completare* la mia vita, ma non saprei ben dire. Non sto parlando di qualcosa di materiale, né dell'amore e del ragazzo..
No, veramente ciò che mi turba, al momento, è la vera amicizia. Cos'è, perché è definita tale e quando è realmente esistente.
E' assurdo come, a volte, si sia disponibili verso persone che stimiamo, diventando dipendndi quasi da esse, da quanto gli vogliamo bene. Ci siamo sempre, per loro. E loro, sicuramente, vorrebbero esserci sempre per noi.. ma per un motivo, o per un altro, non possono. E lì, giù, pianti.
Perché è questo che voglio dire... ho tanto bisogno di uscire con loro, le mie amiche, ma che hanno così tanto da fare.. che non possiamo uscire. Ed io ho bisogno di evadere, fuggire, stare fuori di casa e basta. Senza pensare a niente, camminare fino allo sfinimento o starmene seduta sul mare in silenzio. Avrei bisogno di un abbraccio, di sfogarmi con loro.. Eppure, incredibilmente, loronon ci sono. Ma non gliene faccio una colpa, so che non è volontariamente.
 
Mi piacerebbe avere il coraggio di dirgli, in faccia, chiaramente"Ho bisogno di voi"... ma non ho il coraggi nemmeno di quello... che follia. Se ci si vergogna con gli amici, allora, dove pretendiamo di andare a finire?
Dove pretendo, io, di finire?
Ho sempre paura di disturbare, nel chiedere aiuto. Magari sono pesante, noiosa, paranoica. Magari annoio le persone. Magari sono stupida, ecco. sicuramente sì. Ed è proprio perché sono stupida, che chiudo qui questo stupido, paranoico, inutile intervento senza aggiungere altro, senza dire tutto ciò che volevo..meglio che mi rimetta l'animo in pace, e aspetti che questo periodo "so and so" passi..
 
Because, in fact,...
 
They say: "HOW ARE YOU?"
She:"EHM.. I'm fine, thanks!.."
And thinking "Ehm.. So and so.."
 
March 11

Il sogno.

Nonostante oggi sia stata una giornata soleggiata ed io sia riuscita a non usufruire del capotto, sento di meno la primavera in arrivo. Sicuramente a causa dell'umore, che come tutti sanno, è la tonalità affettiva di base, va a costruire il tempoeramento abituale di una persona e lo stato affettivo temporaneo. Ed essendo temporaneo, molto probabilmente, a breve cambierà.
A dirla tutta, io odio i cambiamenti improvvisi, ancor di più se drastici. Causa conosciuta, o meno, ultimamente il mio umore varia con troppa facilità.
Oggi sono andata a comprarmi gli occhiali nuovi, Vogue, di un colore che varia dal viola al blu e mi piacciono da impazzire anche se rimango del parere che senza occhiali so meglio.
Mi sono decisa a comprare i nuovi occhiali, con le lenti giuste (cambiate almeno 3-4 volte..), dopo la serata in discoteca di sabato sera, con le bimbe.
Non vedevo davvero niente. Se non fosse stato per Mayra che mi teneva costantemente a braccetto molto probabilmente sarei finita addosso ad un muro nero senza rendermene conto. AHAH... credo che in fondo sarbbe stato divertente... sì, per gli altri. Io mi sarei fatta discretamente male! =)
Quello che, più di tutti, mi preme raccotarvi è il sogno strano di qualche sera fa'. Non è molto particolareggiato, ma non ne ho compreso pienamente il possibile significato. Sarà che nei sogni, secondo Freud (ed io sono completamente d'accordo) non c'è censura...
 
Mattina, intorno alle 10.00
Io mi trovo nella mia cameretta, nel mio letto, con la calda luce del sole che entra dalle persiane aperte, illuminando il pavimento e l'armadio.
Apro gli cchi ed appoggiato all'armadio con le spalle, il fondoschiena, una gamba piegata ed una stesa, c'è un bambinoi biondo/castano chiarissimo che mi osserva con le mani in tasca, con aria di chi la sa' lunga.
Io mi alzo spontaneamente , non spaventata, bensì indifferente nei suoi confronti, anche se diffidente. Mi avvicino alla porta e noto che, tra l'armadio posto sulla parete orizzontale, e la parete verticale (vi è un piccolo spazio libero, circa 20-30 cm) a terra ci sono tanti bambolotti di plastica uno sopra l'altro, rosa, tutti biondi come il bambino. Sono posizionati in modo strano, con le braccia una su, l'altra giù, le gambe fuori posto (non staccate. I bambolottisono tutti interi) e nudi. Io, nel mio essere, so che quei bmbolotti sono morti. Come se avessero avuto una vita, finché qualcuno, quel bambino biondo probablmente, ci aveva giocato. Ma adesso stanno lì, come se aspettassero di essere ricomposti e messi a posto. Vedere quei bambolotti "morti" mi fa' stare male, mi fa' soffrire ma, nonostante tutto, non mi muovo, rimango in piedi davanti ai bambolotti....
 
Poi mi sono svegliata. Il sogno non l'ho ricordato all'istante. Un tempo sognavo tutte le sere cose strane, che ricollegavo solo tramite libri d'interpretazione dei sogni. Adesso, invece, i sogni mi trnano a mente quando faccio una cosa, dico una certa frase, uso una certa espressione, penso a qualcuno/qualcosa... e torna alla mente tutto, come un turbine improvviso, confusionario. Questa volta non sono stata in grado di comprendere questo sogno...
Pareri? Cosigli?
 
Post Scrittum:
No, non avevo mangiato troppo la sera prima.
 
 

 

søgиι ∂α яεαℓιzzαяε_♥

Entrare al Mascagni
Andare a Londra
Avere un pianoforte
Dare Lezioni di Pianoforte
Diplomarmi in Pianoforte
Diplomarmi in solfeggio
Prendere almeno 90/100 al diploma delle superiori
Avere un gruppo cover nightwish
Prendere iL Motorino

Diletta Domenici

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