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May 11 Valori etici di dubbia importanza.L'etica può essere definita come la ricerca di uno o più criteri che consentano all'individuo di gestire adeguatamente la propria libertà nel rispetto degli altri. Essa pretende, inoltre, una base razionale, quindi non emotiva, non inducibile a slanci solidaristici o amorevoli di tipo irrazionale. In questo senso essa pone una cornice di riferimento, dei canoni a dei confini entro cui la libertà umana si può estendere ed esprimere. In questa accezione ristretta viene spesso considerata sinonimo di filosofia morale: in quest'ottica essa ha come oggetto i valori morali che determinano il comportamento dell'uomo.
Perciò, ogni uomo ha una sua etica personale, una sua serie di valori, limiti, confini entro i quali è libero di muoversi. E se questi confini vengono "accidentalmente" superati, come reagisce l'uomo? Con la depressione, con il consumismo, con un progresso negativo, con una serie di comportamenti, malattie mentali, che portano al continuo degrado di una generazione ormai, come si suol dire, bruciata.
E come reagisce colui che ha rotto i suoi schemi, che ha distrutto la sua etica con cinico opportunismo? Soffre, ovvio. Soffre e non sa come reagire, come rimediare. Non trova il coraggio, molte volte, di chiedere aiuto.
Ormai il dado è tratto, il gioco è partito, l'errore è stato fatto e verrà ammucchiato assieme a molti altri del passato. Chi s'è visto, s'è visto, e niente ha più importanza.
Ma se colui che erra, che crea e distrugge in soli attimi tuttala sua teoria etica, si fossilizza sul suo errore - sempre che venga considerato tale - allora cosa bisogna fare? Se ognuno si sofferma, pentito, sul suo passato tutto finisce in una continua ripetizione di un comportamento errato, o meglio da me giudicato tale.
Ma come si può superare la ribalta dei propri limiti? Come si può pensare di andare oltre al proprio rimorso, pentimento? La carne è debole, ha sentimento e in quanto tale, soffre. Qual'è, dunque la via d'uscita per evitare un degrado della civiltà? Per evitare un ribaltamento dell'etica sentimentale, professionale, propria? Dove, quando, come?
E cosa dire di tutti coloro che non sono in grado di prendere spunto da quelli che, a parer mio, possan esser considerati valori etici e morali corretti? Non è discriminazione, contro chi non la pensa come me, ma semplicemente dubbi e domande. Dove sono finiti i valori di un tempo? Il progresso li ha fatti scomparire. Ma, allora, si può parlar di progresso, se questo è considerato il miglioramento delle condizioni di vita per una parte crescente della popolazione?
Sapete che, fin dai tempi della grecia classica ai giorni nostri si sono alternati diversi punti di vista sul progresso che sono oscillati, in generale, tra l'incondizionata fiducia nelle potenzialità delle scienze e dela tecnica - che avrebbero teoricamente dovuto rendere più semplice e serena la vita dell'uomo - e, all'opposto, la visione de progresso come di un deterioramento della comunità a partire da una oriniale età dell'oro?
Meglio che m'accinga a studiare, che continuare a farneticare...
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